Lo Studio ancora vincente nel giudiziale in materia di azioni proprie

03 ottobre 2018

LA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITA' CONFERMA L'ORIENTAMENTO DI MERITO IN MATERIA DI AZIONI PROPRIE

Con sentenza del 2 ottobre 2018, n. 23950, la Corte di Cassazione ha stabilito che la «piena interpretazione» dell’art. 2357-ter, comma 2, c.c. in materia di società c.d. chiuse «conduce al computo, in ogni caso, al denominatore delle azioni proprie». «Ne deriva» - ha osservato la Corte - che per la formazione delle maggioranze «necessarie per l’assunzione della deliberazione dell’assemblea ordinaria in seconda convocazione nella società per azioni occorre il voto favorevole di almeno la metà del capitale rappresentato dai soci intervenuti, ivi computate le azioni proprie». La Corte ha inoltre respinto le eccezioni di incostituzionalità della disposizione.

Fra gli importanti principi di diritto statuiti dalla Corte di legittimità, da segnalare i seguenti: (i) l’interesse all’impugnazione del bilancio permane anche quando vengano fatti valere solo vizi procedurali, senza necessità di far valere vizi sostanziali; (ii) la percezione degli utili non implica convalida tacita del bilancio, vieppiù se una specifica dichiarazione sia stata resa in assemblea quale «anticipata protestatio».

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